lunedì 5 maggio 2008
L’agire politico è per definizione un agire a servizio della collettività. E’ difficile pensare di fare politica senza sapere che gli scopi da perseguire sono tutti riconducibili all’interesse pubblico, cioè all’interesse generale.
Ci si può occupare d’interesse pubblico anche attraverso strumenti associazionistici, animati dal senso civico prima ancora che da quello politico, ma tutto questo non costituirebbe un obbligo per il cittadino. Diventa obbligatorio perseguire l’interesse pubblico quando il cittadino veste i panni del Legislatore o dell’Amministratore o dell’Operatore della Pubblica Amministrazione. In questo caso il cittadino entra a far parte di un "patto" tra consociati e classe governante, in forza del quale i primi cedono a questi ultimi quote di libertà individuali a condizione di avere garantiti una sfera diritti e di pretenderne il rispetto da parte di tutti. Colui che decide di stare dalla parte dello Stato assume individualmente questo "patto" con i cittadini che lo hanno democraticamente eletto, nel caso di carica elettiva, o che lo mantengono nell’apparato burocratico, nel caso di dipendente della Pubblica Amministrazione.
Sul piano teorico ritroviamo le fondamenta di tale impostazione nella nascita degli Stati-Nazione e le odierne democrazie sono proprio il frutto di tali accordi che la storia ci ha consegnato non senza sacrifici umani. Tuttavia il "patto" funziona nella misura in cui viene costantemente alimentato il rapporto di fiducia sottostante.
Non tutti i "patti" sono uguali per il semplice motivo che sono diverse le società, ma anche in presenza di società appartenenti alla stessa fascia continentale (ad esempio l’Europa) cambiano le modalità di concepire la propria prestazione, soprattutto per quanto riguarda lo Stato. Ecco perché ogni Stato ha una sua Costituzione, un suo modello istituzionale ed un proprio modo di concepire il rapporto tra diritto e legge.
Ma, al di là di come viene attrezzata la forma dello Stato, il risultato non può che essere quello di partenza e cioè di perseguire, nel migliore dei modi, l’interesse pubblico. Facile a dirsi e difficile a realizzarsi, ma non per questo impossibile parlarne. La raccolta di opinioni ed articoli contenuti in questa pubblicazione mirano proprio a riflettere su come sia difficile tracciare la rotta di un impegno pubblico perfetto ma anche sulla necessità di non arrendersi alle difficoltà fisiologiche che tale impegno impone.